Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, Acquaroli: “Un investimento strategico per tutte le Marche”
28/02/2026
Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, si è svolta l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. A chiudere l’intervento istituzionale è stato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha collocato la proposta in una dimensione più ampia, presentandola come un progetto di rilievo regionale e non soltanto cittadino.
Acquaroli ha definito la candidatura un passaggio strategico per l’intero territorio marchigiano, ribadendo il sostegno della Regione al percorso avviato dall’amministrazione comunale.
Policentrismo e identità marchigiana
Nel suo intervento, il presidente ha richiamato una caratteristica identitaria delle Marche, “l’unica regione che si declina al plurale”, sottolineando come il policentrismo rappresenti una ricchezza da valorizzare. In questa visione, il rafforzamento del capoluogo si inserisce in un disegno complessivo di crescita regionale, che comprende investimenti infrastrutturali su aeroporto, interporto, porto e linea ferroviaria adriatica.
Ancona è stata presentata come nodo baricentrico per geografia e storia: fondata dai Greci con il nome di “Ankon”, divenuta romana e poi Repubblica marinara, la città ha ricoperto nei secoli un ruolo di crocevia commerciale e culturale sull’Adriatico. Un’eredità che, secondo Acquaroli, trova continuità nella vocazione marittima e nella cantieristica, in dialogo con le eccellenze manifatturiere marchigiane – dal design alla meccanica, dal mobile al tessile – capaci di competere sui mercati internazionali.
Cultura, porto e visione urbana
Il presidente ha richiamato simboli identitari come la Mole Vanvitelliana, esempio di architettura che esprime il rapporto tra città e mare, e ha collegato la candidatura al progetto di riqualificazione del porto, ispirato alla figura di Vanvitelli e ai principi vitruviani. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe coniugare sviluppo economico, qualità urbana e rafforzamento del ruolo internazionale di Ancona.
La recente scoperta della Basilica attribuita a Vitruvio a Fano è stata evocata come ulteriore elemento di connessione tra patrimonio storico e progettualità contemporanea, in un dialogo che attraversa l’intera regione.
Per Acquaroli, l’eventuale designazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 non rappresenterebbe soltanto un riconoscimento simbolico, ma uno stimolo concreto per consolidare il posizionamento delle Marche nello scenario nazionale e mediterraneo, valorizzando un territorio denso di storia, cultura e capacità produttive.
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