Ascoli, apre il primo Ospedale di Comunità delle Marche: 18 posti letto nella struttura dell’Ast picena
31/03/2026
Con l’ingresso dei primi pazienti e una dotazione autorizzata di 18 posti letto, ha aperto ad Ascoli il primo Ospedale di Comunità delle Marche, realizzato dall’Azienda sanitaria territoriale picena nel complesso dell’ex Luciani. La nuova struttura sociosanitaria, finanziata con risorse del Pnrr per un importo complessivo di 2.699.873 euro, segna un passaggio rilevante nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale regionale, puntando a rafforzare quel livello intermedio di cura destinato ai pazienti fragili e cronici che non necessitano più di ricovero per acuti, ma non possono ancora essere seguiti soltanto a domicilio.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del presidente della Regione Francesco Acquaroli, del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, degli assessori regionali Paolo Calcinaro e Francesca Pantaloni, del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, del direttore generale dell’Ast di Ascoli Antonello Maraldo e di numerosi rappresentanti istituzionali, amministrativi e sanitari del territorio. Presenti anche il vescovo di Ascoli Gianpiero Palmieri, che ha impartito la benedizione alla struttura, e il presidente dell’Ordine dei medici Fiorella De Angelis.
Una struttura intermedia tra ospedale e domicilio
L’Ospedale di Comunità di Ascoli è stato costruito nell’area alle spalle della palazzina che ospita guardia medica, Rsa, residenza protetta, servizi psichiatrici territoriali e residenziali, centro diurno “Il Sentiero” e Centrale operativa territoriale. La nuova struttura si inserisce nel modello delineato dal Decreto ministeriale 77 del 2022, recepito dalla Regione Marche con la Dgr 559 del 2023, e svolge una funzione precisa: essere un presidio di ricovero a gestione prevalentemente infermieristica, dedicato ai pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica.
La sua funzione è quella di fare da raccordo tra il domicilio e i reparti ospedalieri per acuti, prevenendo ricoveri impropri e facilitando dimissioni protette, soprattutto per pazienti cronici, anziani o fragili. I ricoveri possono essere proposti dal medico di medicina generale, dallo specialista ambulatoriale o ospedaliero, oppure dal medico del Pronto soccorso. L’organico dedicato comprende sei infermieri, sei operatori sociosanitari, due fisioterapisti e un coordinatore, con supporto medico garantito dai medici di assistenza primaria.
Già trasferiti i primi pazienti nella nuova sede
L’apertura di questa mattina non ha avuto un carattere soltanto simbolico. Nella struttura sono già stati trasferiti circa dieci pazienti, provenienti dal reparto attivato nel giugno 2024 in forma sperimentale all’interno dell’ex palazzina di malattie infettive del Mazzoni. Questo passaggio consente ora di portare a regime un’esperienza nata come fase propedeutica e di collocarla in uno spazio appositamente realizzato e pienamente operativo.
Il dato ha un peso importante anche dal punto di vista organizzativo. L’avvio immediato con pazienti già ricoverati viene letto dalla direzione sanitaria come un segnale di efficienza e di continuità gestionale, oltre che come la dimostrazione che la struttura è pronta a svolgere fin da subito il ruolo per cui è stata pensata.
Acquaroli: “Nuovo modello di sanità territoriale”
Nel corso della cerimonia, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha definito l’inaugurazione non soltanto come il taglio di un nastro, ma come l’avvio concreto di un nuovo modello di sanità territoriale. Secondo il governatore, per troppo tempo il sistema ha spinto verso gli ospedali anche bisogni che avrebbero dovuto trovare risposta in altre sedi, con il risultato di sovraccaricare i reparti per acuti e di ridurre la capacità complessiva di risposta del sistema.
Gli Ospedali di Comunità, nella visione della Regione, servono proprio a gestire la cronicità e le cure intermedie, consentendo alle strutture ospedaliere di concentrarsi maggiormente sulle emergenze e sulle prestazioni più complesse. Acquaroli ha inoltre sottolineato la tenuta della programmazione regionale e la capacità di trasformare le risorse del Pnrr in servizi reali, rivendicando il rispetto dei target previsti e la solidità complessiva del sistema.
Calcinaro: “Struttura strategica, piano per 383 assunzioni straordinarie”
L’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro ha inserito l’apertura di Ascoli dentro un programma più ampio che prevede la realizzazione di nove Ospedali di Comunità e ventinove Case di Comunità nelle Marche. Per Calcinaro, la struttura ascolana ha una funzione strategica anche per sostenere i Pronto soccorso, offrendo una rete di cure intermedie utile a ridurre lo stazionamento dei pazienti in barella nei corridoi e a favorire dimissioni più appropriate.
Per rendere operative queste nuove strutture, la Regione ha annunciato un piano di 383 nuove assunzioni straordinarie, in gran parte infermieri, fuori dai tetti ordinari di spesa. L’assessore ha precisato che non si tratta di semplici sostituzioni o stabilizzazioni, ma di personale aggiuntivo destinato proprio a dare gambe ai nuovi servizi territoriali.
Un investimento che guarda all’invecchiamento della popolazione
Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha evidenziato come quello appena aperto sia il primo dei nove Ospedali di Comunità finanziati nelle Marche e come risponda a un bisogno nuovo, strettamente connesso all’invecchiamento della popolazione. Le famiglie, ha osservato, non hanno bisogno soltanto di ospedali per acuti, ma anche di strutture capaci di accompagnare la fase successiva al ricovero, con cure intermedie e assistenza più vicina al territorio.
Sulla stessa linea anche l’assessore al Bilancio Francesca Pantaloni, che ha sottolineato come la struttura rafforzi la rete dell’assistenza territoriale e introduca un livello di cura intermedio essenziale per ridurre i ricoveri impropri e rendere la sanità più aderente ai bisogni reali dei cittadini.
A chiudere il quadro è stato il direttore generale dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo, che ha rivendicato il rispetto dei tempi e l’assenza di costi aggiuntivi come elementi non scontati nella realizzazione di un’opera pubblica. Il nuovo Ospedale di Comunità di Ascoli si presenta così come uno dei tasselli più concreti della riforma territoriale in corso nelle Marche, con l’ambizione di alleggerire la pressione sugli ospedali tradizionali e di offrire una risposta più ordinata, vicina ed efficace ai pazienti più fragili.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to