Violenza contro il personale sanitario, la Regione Marche rafforza le strategie di prevenzione
16/03/2026
La sicurezza di chi lavora negli ospedali, nei servizi territoriali e nelle strutture socio-sanitarie è diventata una questione centrale per l’organizzazione del sistema sanitario. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione Marche ha promosso un momento di confronto istituzionale e tecnico dedicato all’analisi del fenomeno e alle strategie per contrastare le aggressioni nei luoghi di cura.
L’iniziativa si è svolta il 12 marzo 2026 e ha riunito, attraverso una piattaforma virtuale condivisa, i referenti del rischio clinico degli enti del Servizio Sanitario Regionale e i componenti del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico (CeRGeRS). Il coordinamento dell’incontro è stato affidato all’Agenzia Regionale Sanitaria, con l’obiettivo di favorire un confronto operativo tra professionisti, dirigenti sanitari ed esperti coinvolti nella gestione della sicurezza delle strutture sanitarie.
I dati regionali: quasi 400 operatori coinvolti nel 2025
Durante la sessione di lavoro sono stati presentati i dati elaborati dall’Osservatorio regionale sulla violenza contro gli operatori sanitari, che restituiscono un quadro articolato del fenomeno nelle Marche.
Nel 2025 risultano coinvolti 397 operatori sanitari in episodi di aggressione o comportamenti ostili all’interno delle strutture di cura. Le situazioni segnalate riguardano soprattutto personale femminile, che rappresenta il 69,5% dei casi, e colpiscono in modo prevalente la professione infermieristica, pari al 72% degli operatori interessati.
L’analisi evidenzia anche la tipologia degli episodi: nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni verbali, che rappresentano circa il 71% delle segnalazioni, mentre nel 67% delle situazioni l’autore è il paziente. Si tratta di comportamenti che possono nascere da condizioni di stress, disagio o tensione nei contesti assistenziali, ma che producono effetti rilevanti sul benessere psicologico degli operatori e sull’organizzazione dei servizi.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi aspetti legati alla gestione del rischio: dall’analisi dei profili medico-legali alle strategie organizzative per prevenire gli episodi di violenza, fino alle tecniche di de-escalation, strumenti sempre più utilizzati per gestire situazioni conflittuali senza arrivare allo scontro.
Prevenzione e organizzazione: l’approccio adottato dalla Regione
L’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro ha sottolineato come il fenomeno richieda un’azione coordinata che coinvolga organizzazione sanitaria, formazione del personale e gestione del rischio.
Secondo Calcinaro, gli episodi di aggressione non incidono soltanto sul piano individuale, ma influenzano anche il funzionamento dei servizi sanitari e la qualità della relazione tra operatori e pazienti. Per questo motivo la prevenzione deve essere inserita nei processi organizzativi delle strutture sanitarie, attraverso strumenti di monitoraggio, programmi formativi e una gestione più strutturata delle situazioni a rischio.
Il lavoro avviato dalla Regione Marche attraverso il CeRGeRS e la rete dei referenti del rischio clinico punta proprio a costruire una strategia condivisa tra le diverse aziende sanitarie del territorio. Le evidenze raccolte dall’Osservatorio regionale vengono utilizzate per individuare interventi concreti di prevenzione, miglioramento organizzativo e supporto agli operatori.
A questo percorso si affiancano anche misure di riconoscimento economico per il personale più esposto, come nel caso degli operatori di Pronto Soccorso, che lavorano nei contesti dove il rischio di aggressione risulta più elevato.
L’incontro promosso dalla Regione ha rappresentato un passaggio importante nel consolidamento di questa rete di lavoro, con l’obiettivo di costruire ambienti di cura più sicuri. Tutelare il personale sanitario significa infatti proteggere il funzionamento dell’intero sistema assistenziale e garantire ai cittadini condizioni adeguate per ricevere cure di qualità.
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