Industria marchigiana, produzione in calo nel primo trimestre: soffrono export e sistema moda
03/06/2026
L’industria manifatturiera delle Marche apre il 2026 con segnali di rallentamento. Dopo il moderato recupero registrato nella seconda metà dello scorso anno, il primo trimestre evidenzia una lieve contrazione della produzione e conferma un contesto economico ancora caratterizzato da forte incertezza. A pesare sono soprattutto le tensioni geopolitiche internazionali, la debolezza della domanda estera e le difficoltà di alcuni settori chiave dell’economia regionale.
I dati emergono dall’indagine congiunturale realizzata dal Centro Studi di Confindustria Marche su un campione di 297 imprese manifatturiere regionali, relativa al periodo gennaio-marzo 2026.
Produzione in flessione, export in calo
Nel primo trimestre dell’anno la produzione industriale marchigiana ha registrato una diminuzione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che si colloca in controtendenza rispetto al dato nazionale, dove la manifattura italiana ha fatto segnare una crescita dello 0,4%.
La dinamica evidenzia come il sistema produttivo regionale continui a risentire di condizioni di mercato complesse e di un clima di incertezza che influenza sia le attività industriali sia le decisioni di investimento delle imprese.
Debole anche l’andamento commerciale. Le vendite complessive risultano sostanzialmente stabili, sostenute da una lieve crescita sul mercato interno pari allo 0,3%. Più difficile la situazione sui mercati esteri, dove si registra una flessione dello 0,6%, segnale delle difficoltà che continuano a interessare l’export marchigiano.
Alimentare, meccanica e cantieristica trainano la crescita
Lo scenario regionale presenta differenze significative tra i diversi comparti produttivi. Le performance migliori arrivano dal settore alimentare, che continua a mostrare una fase espansiva e conferma la propria capacità di crescita anche in un contesto economico complesso.
Risultati positivi vengono registrati anche dalla meccanica e dalla cantieristica navale, comparti che mantengono livelli produttivi soddisfacenti e contribuiscono a sostenere l’intero sistema manifatturiero regionale. Indicazioni favorevoli emergono inoltre dall’industria farmaceutica.
Questi settori rappresentano oggi alcune delle aree più dinamiche dell’economia marchigiana e contribuiscono a limitare gli effetti delle difficoltà che interessano altre filiere produttive.
Il sistema moda continua a soffrire
Permangono invece criticità rilevanti per il sistema moda, uno dei comparti storicamente più rappresentativi delle Marche. In particolare il settore calzaturiero continua a registrare cali sia sul fronte produttivo sia su quello commerciale.
Segnali di debolezza interessano anche il comparto del legno-arredo e altre attività fortemente esposte ai mercati internazionali, che stanno risentendo della contrazione della domanda e delle incertezze legate allo scenario globale.
Cardinali: “Servono competitività e sostegno all’internazionalizzazione”
Secondo il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali, l’avvio del 2026 conferma la fragilità del percorso di ripresa intrapreso dall’industria regionale. Pur riconoscendo i risultati positivi ottenuti da alimentare, meccanica e cantieristica, Cardinali evidenzia come tali performance non siano ancora sufficienti a compensare le difficoltà che attraversano comparti strategici come il sistema moda.
Il presidente degli industriali marchigiani richiama inoltre l’attenzione sugli effetti delle tensioni internazionali e dei recenti conflitti geopolitici, che stanno generando rincari energetici, un clima di minore fiducia e pressioni sui tassi d’interesse. In questo contesto, sottolinea, diventa prioritario rafforzare la competitività delle imprese e favorire percorsi di crescita e internazionalizzazione capaci di sostenere il tessuto produttivo regionale nei prossimi mesi.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to