Lavoro nelle Marche, crescono morti e infortuni: allarme Cgil
14/05/2026
Nel primo trimestre del 2026 aumentano gli infortuni sul lavoro nelle Marche e cresce in modo significativo il numero delle vittime. I dati diffusi dall’Inail ed elaborati dall’Ires Cgil Marche registrano un incremento del 2,3% degli incidenti rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli infortuni mortali segnano un drammatico +50%. In aumento anche le malattie professionali, cresciute del 17,8%.
Numeri che spingono la Cgil Marche a chiedere un intervento immediato della Regione. “Una strage continua, occorre fermare tutto questo”, dichiara la segretaria regionale Loredana Longhin, che sollecita la convocazione urgente di un tavolo tecnico dedicato alla sicurezza sul lavoro.
Ascoli Piceno la provincia più colpita
Secondo il report, il territorio marchigiano con il maggiore incremento di infortuni è la provincia di Ascoli Piceno, dove si registra un aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente.
Tra i comparti produttivi più interessati emergono le costruzioni, con un incremento dell’11,9%, seguite dall’industria metalmeccanica, che registra un +11,47%.
L’analisi evidenzia inoltre che gli infortuni colpiscono soprattutto uomini tra i 50 e i 60 anni e lavoratori di cittadinanza europea non italiana.
Per quanto riguarda le malattie professionali, le patologie maggiormente denunciate riguardano il tessuto osteo-muscolare, il tessuto connettivo e il sistema nervoso, ambiti spesso collegati a condizioni di lavoro gravose e ripetitive.
La Cgil chiede nuove misure e più controlli
La segretaria regionale della Cgil Marche ha ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti normativi e giudiziari in materia di sicurezza sul lavoro. Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, l’istituzione di una procura nazionale dedicata e il patrocinio legale gratuito per le famiglie delle vittime.
Secondo Longhin, serve inoltre una maggiore attenzione alle malattie professionali, considerate un elemento spesso sottovalutato ma strettamente collegato agli incidenti più gravi.
Nel suo intervento la segretaria Cgil contesta anche l’idea che il problema dipenda esclusivamente dalla formazione o dall’attenzione dei lavoratori. “C’è un tema di sfruttamento del lavoro”, afferma Longhin, sostenendo che molte situazioni di rischio derivino direttamente dalle condizioni operative e dai ritmi imposti nei luoghi di lavoro.
Il sindacato chiede infine maggiori investimenti nelle risorse umane e nei controlli per affrontare una situazione definita sempre più preoccupante su scala regionale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.