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Sanità territoriale nelle Marche, Acquaroli rilancia le Case di Comunità

28/05/2026

Sanità territoriale nelle Marche, Acquaroli rilancia le Case di Comunità

La sanità territoriale marchigiana deve essere ricostruita partendo da programmazione, personale sanitario e servizi di prossimità. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, intervenuto a Fermo al convegno organizzato dalla Cisl Marche dedicato ai modelli e alle prospettive della medicina del territorio.

Nel corso del suo intervento conclusivo, il governatore ha tracciato un bilancio delle criticità affrontate dall’amministrazione regionale a partire dal 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica, soffermandosi sulle difficoltà strutturali della rete sanitaria territoriale e sulla necessità di completare le riforme avviate.

“Sistema territoriale sacrificato per anni”

Acquaroli ha descritto il quadro trovato al momento dell’insediamento della giunta regionale: carenza di medici, turnover non programmato, distretti sanitari in sofferenza e una rete assistenziale fortemente sbilanciata sugli ospedali e sull’emergenza-urgenza.

“Il territorio è il cuore pulsante del sistema”, ha dichiarato il presidente, spiegando che l’obiettivo della Regione è costruire una sanità capace di rispondere ai cambiamenti demografici e all’impatto delle nuove tecnologie, evitando che le fasce più fragili restino escluse dall’assistenza.

Tra i punti centrali del percorso di riorganizzazione indicato dal presidente figurano le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, previsti dal PNRR, considerati strumenti fondamentali per rafforzare la medicina di prossimità. Acquaroli ha però sottolineato che le infrastrutture, da sole, non bastano.

“Tecnologie e telemedicina sono strumenti fondamentali, ma servono professionisti, medici e infermieri che lavorino ogni giorno dentro queste strutture”, ha osservato.

Il nodo dei ricoveri impropri e delle liste d’attesa

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato il tema dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie. Secondo il presidente della Regione, molte patologie possono essere gestite efficacemente attraverso assistenza domiciliare, presa in carico territoriale e monitoraggio delle cronicità, evitando così ricoveri impropri e ulteriore pressione sugli ospedali.

Una rete territoriale efficiente, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire a ridurre le ospedalizzazioni evitabili e alleggerire il carico sui pronto soccorso, intervenendo indirettamente anche sulle liste d’attesa.

Acquaroli ha richiamato la necessità di rafforzare il coordinamento tra istituzioni, professionisti sanitari e organizzazioni sindacali, valorizzando il ruolo dei distretti, della medicina generale e delle professioni infermieristiche.

La questione del personale sanitario

Nel suo intervento il presidente ha affrontato anche il problema della carenza di personale e del ricorso ai cosiddetti “medici a gettone”, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso sui costi del sistema sanitario.

“Siamo arrivati a pagare prestazioni molto più onerose rispetto a quelle del personale strutturato”, ha spiegato Acquaroli, evidenziando come questi modelli organizzativi non garantiscano sempre continuità con il territorio e integrazione con le équipe sanitarie.

Da qui la scelta di puntare su una progressiva ricostruzione della sanità territoriale attraverso una rete integrata tra Case di Comunità, Ospedali di Comunità, medicina generale, servizi sociosanitari e aggregazioni funzionali territoriali.

Il presidente ha infine ribadito la volontà della Regione di proseguire nell’aggiornamento del Piano sanitario regionale e nel percorso di riforma dell’emergenza-urgenza, definendo il piano “uno strumento di obiettivi concreti e progressivamente realizzabili”.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to