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ICOM Italia a Bari, le Marche rilanciano il ruolo dei musei

21/04/2026

ICOM Italia a Bari, le Marche rilanciano il ruolo dei musei

Comunità, alleanze e nuove prospettive per i musei: sono questi i temi emersi dall’Assemblea Nazionale di ICOM Italia, ospitata a Bari dal 17 al 19 aprile 2026, alla quale ha preso parte anche Fondazione Marche Cultura con Daisy De Nardis, responsabile dei Musei e Luoghi della Cultura e coordinatrice regionale Marche di ICOM Italia. Il confronto ha rimesso al centro una visione del museo che supera la sola funzione conservativa e lo definisce come spazio vivo, capace di creare partecipazione, identità e relazioni stabili con il territorio.

Il Mediterraneo come spazio comune di narrazione culturale

Nel corso dell’assemblea, il Mediterraneo, con particolare riferimento all’area adriatico-ionica, è stato indicato come uno degli orizzonti più fertili per ripensare il futuro del patrimonio culturale. Un’area segnata da stratificazioni storiche, scambi continui e influenze reciproche, che oggi diventa terreno concreto per costruire nuove narrazioni museali e nuove forme di collaborazione tra istituzioni.

In questo quadro il patrimonio culturale assume una funzione che va oltre la tutela. Diventa uno strumento di collegamento tra la dimensione locale delle comunità e una prospettiva più ampia, condivisa, capace di tenere insieme memoria storica e costruzione del futuro. È una linea di lavoro che Fondazione Marche Cultura considera coerente con il proprio percorso, da tempo orientato alla valorizzazione del patrimonio e all’aggiornamento dei linguaggi con cui i luoghi della cultura si raccontano e dialogano con il pubblico.

Dalle Marche il richiamo a musei più accessibili e connessi

Tra i contributi emersi durante l’appuntamento barese, spazio anche alle esperienze marchigiane. Daisy De Nardis ha richiamato la necessità di rafforzare le relazioni tra le istituzioni museali del territorio, sottolineando il valore delle reti e il ruolo del curatore digitale nel progetto Next-Museum, esperienza che guarda all’innovazione dei linguaggi e all’accessibilità come leve per rendere i musei più vicini ai pubblici contemporanei.

Nel dibattito sono intervenute anche altre voci del sistema culturale marchigiano. Durante la sessione plenaria ha preso la parola Giuseppe Merlini, responsabile dell’archivio storico comunale e del patrimonio immateriale di San Benedetto del Tronto e membro del Comitato esecutivo di AMMM, che ha approfondito il tema delle alleanze e delle reti museali del Mediterraneo. Presente inoltre Federica Galazzi, della Rete Museale Alta Valle del Potenza e componente del Coordinamento regionale Marche di ICOM Italia.

Ancona 2028 e il mare come codice culturale

Un passaggio significativo è arrivato anche dal collegamento streaming di Marta Paraventi, assessore alla Cultura del Comune di Ancona e componente del consiglio di amministrazione di Fondazione Marche Cultura. Nel suo intervento ha sottolineato come il mare rappresenti da sempre un codice culturale per la città, uno spazio simbolico che continua a orientare il percorso culturale e progettuale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028.

Il richiamo al mare non è rimasto sul piano evocativo, ma si è inserito in una riflessione più ampia sul rapporto tra luoghi, identità e progettazione culturale. In questa lettura, i musei diventano strumenti capaci di restituire complessità ai territori e di costruire un racconto condiviso, aperto a pubblici differenti e a una dimensione internazionale.

Il riconoscimento di ICOM Italia al coordinamento Marche

Particolarmente rilevante il messaggio inviato dalla presidente di ICOM Italia Antonella Pinna, che ha definito l’assemblea un momento utile anche per avviare il lavoro dei nuovi Coordinamenti regionali eletti di recente. Nel suo intervento ha evidenziato come quello delle Marche sia oggi tra i coordinamenti più attivi a livello nazionale, ricordando i rapporti di collaborazione costruiti negli anni e i protocolli d’intesa avviati con il territorio.

La presidente ha richiamato anche alcuni progetti sviluppati con la Regione Marche, tra cui quello dei direttori di rete, indicato come uno degli esempi più autorevoli di collaborazione tra musei. Un passaggio che si lega idealmente anche all’Assemblea nazionale di ICOM ospitata ad Ancona nel 2024, già considerata un momento importante nel consolidamento del dialogo tra il sistema museale marchigiano e il livello nazionale.

Da Bari emerge così una linea precisa: i musei vengono sempre più interpretati come luoghi di mediazione culturale, produzione di significato e costruzione di relazioni. Non semplici contenitori di opere, ma spazi in cui attivare narrazioni plurali, creare connessioni tra passato e presente e favorire il confronto tra comunità, territori e culture diverse. È su questo terreno che anche le Marche provano a rafforzare il proprio sistema museale, puntando su reti, accessibilità e progettualità condivise.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.