Salone del Mobile 2026, 34 aziende marchigiane a Milano
21/04/2026
Sono 34 le aziende marchigiane del settore arredo presenti al Salone Internazionale del Mobile di Milano, in programma dal 21 al 26 aprile, edizione che quest’anno comprende anche EuroCucina. La partecipazione regionale si distribuisce tra tutte le province marchigiane con una presenza che, nei numeri, resta in linea con quella registrata nel 2025. A rappresentare il comparto saranno imprese di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e soprattutto Pesaro Urbino, confermando il peso che il sistema marchigiano continua ad avere in una delle vetrine internazionali più rilevanti per il design e l’industria del mobile.
Le imprese presenti e il peso delle Marche alla fiera di Milano
Nel dettaglio, partecipano 7 aziende della provincia di Ancona — B4 Living, Cantori, BS Service Group, Elica, Esistyle, Sil Fim e Sirius —, 4 della provincia di Ascoli Piceno — Mobilduenne, Baden Haus, Falegnameria Adriatica e Mobiltesino —, 4 della provincia di Macerata — Gpsinox, Lube Industries, Arcahorn e Rosa Splendiani — e 19 della provincia di Pesaro Urbino, tra cui Arredoclassic, IFI, Malerba, Mobilpiù, DV Home, Scavolini, Belbagno Italia e GB Group. Una pattuglia ampia, che restituisce l’immagine di una filiera ancora capace di presentarsi compatta sui mercati esteri nonostante la fase internazionale resti segnata da tensioni economiche e commerciali.
La presenza marchigiana al Salone non ha un valore soltanto espositivo. Per molte aziende si tratta infatti di un passaggio strategico sul piano delle relazioni commerciali, del posizionamento di marca e della lettura dei nuovi orientamenti del settore. Milano-Rho resta il luogo in cui il sistema del design misura la propria capacità di innovare, raccontarsi e consolidare rapporti con buyer, architetti, progettisti e operatori provenienti da numerosi Paesi.
Tra mercati instabili e filiere sotto pressione
A sottolineare il significato dell’appuntamento è Fabiana Scavolini, amministratrice delegata del Gruppo, che definisce il Salone una piattaforma globale aperta, in cui il design continua a esprimersi come linguaggio universale e come leva economica e industriale. In uno scenario segnato da instabilità geopolitica, tensioni sui mercati e incertezze che interessano anche le catene di approvvigionamento, la manifestazione milanese viene letta dalle imprese come un banco di prova della capacità del settore di reagire con concretezza, qualità e visione industriale.
Scavolini richiama infatti la necessità di continuare a investire nella filiera, nel saper fare italiano e nella presenza internazionale, indicando nella responsabilità e nell’adattamento due fattori indispensabili per affrontare la fase attuale. La partecipazione al Salone assume così anche il significato di una risposta industriale a un contesto che impone prudenza ma non immobilismo.
Il Salone come osservatorio per trend e relazioni internazionali
Dello stesso tenore il commento di Lorena Fulgini, co-fondatrice di Arredoclassic e vicepresidente di Confindustria Pesaro Urbino, che parla di un segnale di resilienza, fiducia e visione per l’intero sistema del legno-arredo italiano. Per Fulgini, il Salone di Milano-Rho resta il principale palcoscenico mondiale dove si incontrano design, innovazione, cultura industriale e capacità manifatturiera, offrendo alle aziende marchigiane una possibilità concreta di rafforzare legami con clienti e professionisti del settore, oltre a intercettare nuovi orientamenti del mercato.
Anche Marco Cantori, general manager dell’azienda omonima e presidente del gruppo merceologico Legno e Arredo di Confindustria Ancona, conferma il ruolo centrale della manifestazione, pur dentro un assetto internazionale che nel tempo si è fatto più distribuito. Secondo Cantori, il Salone continua a essere un punto di riferimento globale per il design e un osservatorio privilegiato dei cambiamenti in corso, in una fase in cui i mercati si stanno spostando e diversificando sotto la spinta di nuovi equilibri geopolitici.
La partecipazione di 34 imprese marchigiane restituisce dunque la misura di un comparto che, pur dovendo fare i conti con uno scenario complesso, continua a giocare la partita internazionale puntando su manifattura, identità produttiva e capacità di relazione. Milano, anche per il 2026, resta il passaggio in cui questa presenza si rende visibile.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.