Marche, casa sempre più cara: affitti e bollette pesano fino al 40% del reddito
15/04/2026
Il costo dell’abitare nelle Marche raggiunge livelli sempre più difficili da sostenere per molte famiglie. Secondo i dati diffusi dalla Cgil Marche, nel 2025 la spesa per la casa assorbe circa il 40% del reddito familiare, un valore che evidenzia una pressione crescente su bilanci già fragili. Una tendenza destinata a intensificarsi anche alla luce dei rincari energetici attesi.
Il quadro è particolarmente critico nei principali centri urbani: ad Ancona, Pesaro e San Benedetto del Tronto, per un appartamento di circa 80 metri quadrati si possono raggiungere canoni mensili tra i 1500 e i 1700 euro. Livelli che rendono l’accesso alla casa sempre più selettivo, soprattutto per giovani, famiglie monoreddito e lavoratori precari.
Affitti, povertà energetica e sfratti in aumento
Oltre il 14% dei marchigiani vive in affitto, mentre più del 6% si trova in condizioni di povertà energetica, con difficoltà ad accedere ai servizi minimi essenziali. A questo si aggiunge un dato significativo: oltre il 28% delle persone vive in abitazioni sovraffollate, segnale di un disagio abitativo sempre più diffuso.
Il fenomeno si riflette anche nell’aumento degli sfratti: nel 2024 si registra una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, con punte particolarmente elevate a Fermo (+74%) e Pesaro (+35%). La causa principale resta la morosità, che rappresenta oltre la metà dei casi (486 su 921).
Edilizia pubblica insufficiente e mercato dei mutui in crescita
Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica appare inadeguato rispetto alla domanda. Nelle Marche si contano circa 16.600 alloggi tra Regione e Comuni, ma la disponibilità resta limitata e la gestione evidenzia criticità, anche sul fronte delle vendite, che si attestano intorno al 5% del totale.
Parallelamente cresce il ricorso ai mutui: secondo il rapporto della Banca d’Italia 2025, le richieste sono aumentate del 2,4%, con un conseguente incremento dell’indebitamento delle famiglie. Un segnale che indica come l’acquisto della casa resti un obiettivo, ma sempre più oneroso.
Studenti fuori sede e domanda abitativa in pressione
Un capitolo particolarmente delicato riguarda il sistema universitario. Nelle province di Ancona e Macerata si concentrano quasi 20.000 studenti fuori sede, ma l’offerta di alloggi pubblici copre appena il 5-6% della domanda. Anche gli interventi previsti dal PNRR incidono in misura limitata, lasciando ampie aree del territorio senza risposte adeguate.
Ancora più complessa la situazione nelle altre province universitarie, dove gli oltre 11.000 studenti fuori sede non vedranno miglioramenti significativi nella disponibilità di alloggi pubblici, nonostante le misure nazionali annunciate.
Per la Cgil Marche, il disagio abitativo ha ormai assunto un carattere strutturale. Il segretario regionale Daniele Bocetti sottolinea la necessità di politiche abitative più incisive, integrate con strategie di coesione sociale e sostenibilità. La questione casa, infatti, non riguarda soltanto l’accesso a un alloggio, ma la qualità complessiva della vita nei territori, dalla vivibilità dei quartieri all’inclusione sociale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to